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Milano Off Limits

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    ultimo aggiornamento: ore 01:00 giorno 02:03:2015

Start del sito: 4 aprile 2013
MilanoOffLimits è una pagina indipendente di raccolta di contenuti informativi e di studio della morfologìa urbana milanese e del suo contorno, della sua storia, e delle scelte politiche che vanno a modellarla.
Non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.

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I contenuti sono di ispirazione liberale ma non sono raccolti né fatti propri da alcun partito del centro destra. La politica attuale si preserva tenacemente dall'affrontare con metodo la questione del territorio, che pure è importante, essendo la grande casa comune dei cittadini liberi. Questo è un piccolissimo contributo rivolto a chi, disciolto al momento nella complessiva inconsistenza di raggruppamenti politici inconcludenti, volesse provare, oltre che a farsi solito latore di proteste, a intraprendere un modo più maturo di condurre una politica liberale di proposizione. Il territorio milanese è sempre stato l'effetto stratificato delle espressioni di una cultura pluralista ricca di componenti civili, religiose, assistenziali, imprenditoriali, sociali e individuali, che hanno determinato la dimensione di una realtà metropolitana importante. Oggi la gestione politica cittadina fortemente ideologizzata e monotematica, conduce la città ad un impoverimento formale e strutturale cui diventa molto difficile contrapporsi, senza interlocutori politici adeguati.
Continuiamo a provarci lo stesso, se siete interessati a seguirci aggiungete questa pagina ai vostri siti preferiti.
Se disponete di informazioni o documenti utili potete inviarli all'indirizzo Email in calce, o postare i vostri commenti su MilanoOffLimits.blogspot. Un grazie anticipato.





                                             Sommario delle Sezioni



          Gestione del territorio milanese e lombardo

                            | Il nuovo Regolamento Edilizio comunale 2013-14   
                            | La resistenza del Comune ai necessari emendamenti al nuovo Regolamento Edilizio   IN EVIDENZA
                            | Il Regolamento Edilizio, sintesi di incapacità gestionale   IN EVIDENZA
                            | PGT (contributi pubblici disattesi)
                            | PGTU al voto e debolezza dell'opposizione
                            | PUMS Piano Urbano Mobilità Sostenibile


          Approfondimenti

                            | Strade e parcheggi : incombenze comunali   IN EVIDENZA
                            | Metrò Milanese : il servizio notturno


          Rassegna Traffico nelle grandi città europee

                            | BARCELLONA
                            | BERLINO
                            | LONDRA
                            | PARIGI


          Rassegna Stampa

                            | Parcheggi
                            | Assetto delle strade


          Glossario



                Nota - All'interno delle Sezioni i documenti sono raggruppati in sottoblocchi tematici secondo il seguente schema:

  Sintesi
    ................doc
    ................doc
    ................doc











San Babila
Milano, Piazza San Babila
(2012 ©MilanoOffLimits)






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Archivio di consultazione documenti istituzionali e di associazioni


ritorna in homepage Traffico : contributi pubblici disattesi

In sintesi:
Qui troviamo alcune osservazioni al PGTU proposto dalla Giunta Pisapia, che abbiamo rintracciato, e che furono inoltrate al Comune prima che lo stesso PGTU fosse discusso in Consiglio. Scorrendo le proposte e le critiche si nota quanto quanto siano rimaste inascoltate.

documento archiviato     Unione Artigiani Provincia di Milano, Monza e Brianza
            (proposte inascoltate sul monitoraggio dell'allora sperimentale Area C)

Del 24/10/2011, lettera di intenti all'Assssore Maran, al momento non ci sono noti eventali sviluppi delle proposizioni avanzate.
Si rileva comunque che in proposito il silenzio stampa è stato assordante.



documento archiviato     Assolombarda
            (Studio congestione del traffico a Milano e in altre città comparabili e valutazione efficacia dei rimedi)

Gennaio 2012, Prof. Arch. Giorgio Goggi, Ing. Ivan Genovese, Dott. Mario Travaglini.


documento archiviato     Il Documento TAM di osservazione al PGTU
Del 20/12/2012, documento tecnico, non entra nel merito della correttezza della tassazione, ma contiene robuste, anche se scontate, considerazioni di metodo sulla regolazione del traffico.


documento archiviato     Il Documento CICLOBBY di osservazione al PGTU
Del 18/01/2013, osservazioni al PGTU nella parte riservata alla circolazione a due ruote. Rimarchevole che noti il procedere sconnesso del PGTU, vocazionalmente e giuridicamente previsto di inquadramento urbanistico, ma che anticipa invece il dettaglio progettuale mancando proprio del disegno complessivo.


documento archiviato     PER UNA MILANO VITALE
            (a cura ConfCommercio, FederDistribuzione, ConfEsercenti, CDO Milano, confapimilano, CNA Milano,
            ConfArtigianato, Unione Artigiani Provincia MI, Casartigiani, FAI, ALSEA, AICAI, Assolombarda, APAM)

Del 27/10/2012, documento propositivo congiunto sul monitoraggio del traffico durante la sperimentazione di Area C.



ritorna in homepage PGTU al voto e debolezza dell'opposizione

In sintesi:
Eccoci alla definitiva stesura e approvazione del PGTU, di cui riportiamo la parte più importante, con i volumi di traffico cittadino.
La descrizione nel PGTU è approssimativa, disallineata qualitativamente e quantitativamente alle restanti parti dell'intero documento, esauriente solo su altri dati statistici, trattati abbondantemente.
Non si capisce chi, come e dove abbia rilevato gli ingressi in città. Come mai non c'è la stessa puntualità usata sugli altri temi? Come mai i volumi di traffico non sono in dettaglio proprio nei periodi mensili anteriori alla istituzione del pedaggio, visto che questo sarebbe il punto di forza che attribuisce meriti ad Area C?
Si consideri inoltre che i grafici in 4.4 e 4.5 dimostrano semmai una tendenza assai RETRODATABILE rispetto ad area C.

Quindi, a una lettura attenta si perviene a queste conclusioni:

1) il punto essenziale di tutto il piano è carente di documentazione rispetto agli elementi correlati (parcheggi, incidenti, ciclabili)
2) i dati, così come riassunti nelle tabelle, non dimostrano le conclusioni favorevoli ad Area C, che si appoggiano su periodi temporali che non riscontriamo nei grafici.

La discesa dei volumi di traffico segue un trend iniziato nel 2004, molto prima dell'introduzione di Area C. C'è anzi nei dati la dimostrazione di una flessione nella caduta (2010 -0,4% , 2011 -1,2%, 2012 -1.8%) rispetto all'anno 2007 (-2,6). Si compara quindi la numerosità attuale a quella del 2004, comprendendo un lasso temporale in cui Area C non esisteva, e vantando una complessiva diminuzione del 30% del traffico che nulla ha a che fare con Area C, perché è da attribuire ad un decennale periodo di recessione.

Se vogliamo tentare una interpretazione, pur con dati così grossolani, non disaggregati, in assenza di analisi di flusso ORIGINE-DESTINAZIONE, e quindi senza neppure un abbozzo sulle MOTIVAZIONI del traffico, possiamo dire che il precedente tentativo Moratti, assai meno oneroso e restrittivo, aveva già ridotto il traffico di una quota consistente, oltre la quale si è pervenuti ponendo un pedaggio elevato, mirato sulle attività già costrette alla sopravvivenza e quindi obbligate ad un nuovo consistente sacrificio.
Sono osservazioni sommarie, ma è anche vero che i rozzi dati che corredano il piano non consento considerazioni più sofisticate, non operando distinzione tra il traffico per trasporto "merci", "attezzature di lavoro", "campionari per tentata vendita", o puro diporto, non legato a motivazioni commerciali. In sostanza, un monitoraggio che non è tale, ma è pura e semplice contabilizzazione dei passaggi dei veicoli.


documento archiviato     PGTU approvato (stralcio centrale del documento complessivo).
            con lo pseudo monitoraggio con cui la Giunta giustifica l'imposizione di Area C.

Per vostra comodità di lettura e analisi questo è l'estratto integrale del capitolo nr.4 del PGTU, approvato in Consiglio Comunale, con il presunto "monitoraggio", a suo dire effettuato dal Comune di Milano.

documento archiviato     PGTU approvato (versione integrale).

documento archiviato     Esiti del voto al PGTU in Consiglio Comunale.
La distribuzione dei voti, con purtroppo un'opposizione mutilata, alla seduta conclusiva del 27 marzo 2013.


ritorna in homepage PUMS Piano Urbano Mobilità Sostenibile

In sintesi:

Non è facile impostare un esame passo a passo delle linee guida del PUMS pubblicate dal Comune. Sono pagine di illustrazione, ingenuamente discorsiva, di come in Giunta si vorrebbe diversamente vincolare la mobilità sul territorio, con un approccio armato semplicemente di buone intenzioni, ma per niente orientato a indagare e a tener conto delle complesse relazioni tra le diverse componenti del territorio, che nel tempo hanno determinato i limiti e i pregi della rete di trasporti milanese.

Queste componenti, per essere comprese, andrebbero almeno inquadrate su due fronti di servizio verso il cittadino, da considerare rilevanti nella stessa misura.

1) Il primo fronte dovrebbe riprodurre un modello di distribuzione e conferimento delle risorse umane e materiali, di tipo meramente funzionale, e comprendente la mobilità originata dal commercio, dall'industria, dalle attività lavorative di costruzione e manutenzione in genere.

2) Il secondo fronte di servizio, da indagare su un piano meno percettibile e pragmatico, ma culturalmente significativo, dovrebbe assecondare i bisogni determinati dall'attrazione esercitata dalle méte culturalmente ambite, e che richiedano un impianto di mobilità adatto ai bisogni più diversi, disegnando l'infrastruttura occorrente per eventi, attività culturali e sportive, iterazione tra tra le componenti sociali intese a ogni livello, dal gruppo sociale significativo in termini numerici, fino al nucleo familiare ed al singolo individuo.

Va quindi analizzata, sul territorio, la rete topografica e distributiva più significativa di questi due bisogni, rete che va rispettata e compresa, perché il piano di mobilità è chiamato a leggere la realtà esistente, per favorire le prospettive di sviluppo, e non a disegnarle, compito che spetta al momento amministrativo di gestione del territorio.

Poi, dopo questa operazione di disassemblaggio e soprattutto quantificazione (indagini Origine-Destinazione), possiamo finalmente calare il fronte di servizio che si sovrappone ad entrambi i fenomeni già detti, ed è quello della mobilità assistita di tipo pubblico, ai vari livelli di sharing dei mezzi e di trasporto collettivo su gomma, ferro, in superficie e in sottosuolo.

Queste, in termini molto succinti, sono a mio avviso le linee guida, ovvero, i binari del percorso da affrontare, se si intendesse davvero porre in ordine, migliorare e correggere le anomalie della mobilità sul territorio.
Senza questi indirizzi, indispensabili per leggere la mobilità come frutto di realtà complesse, che non si possono scardinare partendo dal fondo e reinventando la ruota, capita di distruggere, o penalizzare pesantemente, sia l'economia sia le aspirazioni singole e quelle collettive.
Modificando gli ultimi anelli della catena, e sbagliando sulla metodologia perché mossi solo da intenti ideologici, al posto di migliorarla, finiremmo per mutilare una rete funzionale che esiste e che dovrebbe essere al servizio di tutti.



documento archiviato     Linee di indizzo per il PUMS
Documento comunale preliminare.

documento archiviato     PUMS Testo completo di Giunta - febbr. 2015
Documento finale prodotto dalla Giunta.

documento archiviato     PUMS Osservazioni pubbliche - agosto 2015
Raccolta osservazioni sottoposte alla Giunta (e sua valutazione/bocciatura).

documento archiviato     Un incredibile "documento" comunale, di supporto al suo PUMS, fatto elaborare al Politecnico
L'approccio al traffico concepito come una ricerchina di seconda media.


ritorna in homepage Il nuovo Regolamento Edilizio comunale 2013-14


il Cantiere
il Cantiere (2013~14 ©MilanoOffLimits)

NEWS : Il 7 luglio 2014 Il Comune ha reso disponibile il Nuovo Regolamento Edilizio,
una copia in PDF è scaricabile qui.

documento archiviato     Regolamento Emendato su cui il Comune riceve le osservazioni.



11:3:2014
la Maggioranza censura ingiustificatamente gli Emendamenti della Minoranza di centrodestra.


Paradossale la Commissione Urbanistica di martedì 11 marzo 2014, a Palazzo Marino.
La Commissione è stata in sostanza riunita per presentare quattro fogli di "niet" preventivo, ossia l'insieme di quanto la maggioranza respinge, già a priori, in ordine alle richieste di emendamento al nuovo Regolamento Edilizio presentate dai partiti dell'opposizione.
E' stato più che altro un atto dimostrativo su come pretendano di rispedirli al mittente senza neppure curarsi di individuare motivazioni valide e giustificate, ma semplicemento usando l'autorità data dai loro poteri di maggioranza, al solito forzata all'autoritarismo.

Questo loro prassi è facilmente dimostrabile, prendendo a campione un emendamento abbastanza significativo, uno di quelli presentati da Forza Italia per correggere il loro sciagurato intento di far leva su presunti "abbandoni" di stabili, per poterli poi assegnare gratuitamente, (giocando sui famosi bandi che gestiscono in proprio), ad associazioni e gruppi di antagonisti paralleli alla loro linea politica.

Parliamo del famoso articolo 12, tra l'altro da loro stessi inosservato nella forma in cui è già presente nel Regolamento Edilizio in vigore. E' il punto centrale su cui si sta combattendo la battaglia per una gestione corretta del territorio che non vada, come nei loro intenti, oltre l'ammissibile, fino a negare il principio base del diritto alla proprietà privata. Proprietà privata che la maggioranza, da bravo monolite comunista, ovviamente detesta, e vuole abolire gradualmente.

E' ovvio per tutti, e molto logico, che sui proprietari penda l'obbligo di mantenere con cura gli stabili, cosa che nel Regolamento Edilizio è già prescritta da sempre; la novità è l'attuale pretesa di andare ben oltre le sanzioni, fino a strappare di mano ai legittimi proprietari gli edifici in contestazione. Per capire meglio il trucchetto da peracottai che vogliono adottare, entriamo subito nel testo specifico del comma proposto nel loro nuovo Articolo 12, esaminando poi l'emendamento con cui vogliamo porre uno stop all'abuso.
L'articolo in bozza recita così:
Art.12 - RECUPERO URBANO E SICUREZZA PUBBLICA - Aree ed edifici dismessi, inedificati e in disuso
.... omissis ...
2. I proprietari o i titolari di diritti su tali beni devono provvedere alla custodia, alla manutenzione e al decoro degli stessi, anche al fine di evitare fenomeni di degrado urbano, occupazioni abusive, nonché situazioni di pericolo per l’ordine pubblico, l’integrità fisica della popolazione e la sicurezza urbana. Le aree devono essere adeguatamente recintate e sottoposte ad interventi periodici dipulizia, cura del verde, e, se necessario, di disinfestazione o di derattizzazione....
Tutto bene, tutto lodevole, ma a nostro avviso mancante di una oggi ricorrente eventualità, da precisare alla lettera che, nel contesto del comma 2 rivisto per essere emendato, evidenziamo qui in grassetto.
2. I proprietari o i titolari di diritti su tali beni, qualora ne abbiano il pieno possesso al netto delle occupazioni abusive, devono provvedere alla custodia, alla manutenzione e al decoro degli stessi, anche al fine di evitare fenomeni di degrado urbano....
Questa precisazione è importante, perché si dà il caso che su stabili temporaneamente inutilizzati, nonostante l'obbligo di custodia sia stato adempito dal proprietario con opportune cinte e serrature, certi "signori" provvedano comunque a sfondare impossessandosi dell'edificio o di singoli alloggi.
Ma in questo caso, quali altri obblighi può avere il proprietario, se non di denunciare l'accaduto, dichiarando che si trova nella fisica impossibilità di adempire, in questo caso specifico, a ulteriori doveri di manutenzione e di decoro?

Può accadere di tutto, in questi stabili sottratti alla legittima proprietà, è perché mai il legittimo proprietario dovrebbe continuare ad esserne responsabile? Non esiste, nel nostro ordinamento giuridico, una responsabilità diretta che scaturisca da un diritto di cui si sia stati espropriati.

Questo è quindi il senso dell'osservazione, da cui emerge però una evidenza scomoda per l'attuale Giunta, ovvero il conseguente obbligo, pendente sul Comune, di prender atto che un illecito è stato commesso in ordine all'edilizia ed all'abitabilità, e si è in presenza di una azione che lo obbligherebbe ad intervenire per molti versi, revocando in primis ogni servizio ed autorizzazione all'abitare, e muovendo quindi i propri uffici in opposizione agli occupanti abusivi. Ma questa logica non appartiene a questa maggioranza, ed ecco che per contrastarla l'emendamento viene giudicato illegittimo a priori, neanche da discutere in Consiglio, è troppo pericoloso, perché evidenzia problemi reali a cui il Comune sta dando risposte irreali.

Scrivono quindi, a giustificazione del cassare l'emendamento, questa breve nota:
Illegittimo in quanto in contrasto con art. 838 del Codice Civile
Ma cosa dice in proposito il Codice Civile?
....quando il proprietario abbandona la conservazione, la coltivazione o l'esercizio di beni che interessano la produzione nazionale, in modo da nuocere gravemente alle esigenze della produzione stessa, può farsi luogo all'espropriazione dei beni da parte dell'autorità amministrativa, premesso il pagamento di una giusta indennità...
Ecco che gettano la maschera, tirando fuori a casaccio un articolo che nella fattispecie c'entra proprio niente, perché l'emendamento tratta cosa assai diversa, ossia la perdita non desiderata del pieno possesso, che genera una netta diminuzione della resposabilità oggettiva. Cosa possiamo quindi concludere? Quanto meno, tralasciando commenti ancor meno lusinghieri, che il loro rilievo non ha senso. Ma se manca senso in ciò che stanno utilizzando per negare i diritti e per svuotare i doveri dell'amministrazione, senza badare neanche a ripararsi dietro a una parvenza logica, significa che siamo vicini a un punto di non ritorno della democrazia e del diritto.

G.S.
Speciali Nuovo Regolamento Edilizio

diario del Nuovo Stupidiario Ragionato
(nelle regole regressive nel regolamento edilizio in approvazione)

Lesson #01 : Articolo Arancione Nr. 41 - Costi di costruzione su tutto (anche se non dovuti per la Legge dello Stato)
Lesson #02 : Articolo Arancione Nr. 11 - Sicurezza: false soluzioni burocratiche, impossibili perché affrettate (e costose)
Lesson #03 : Articolo Arancione Nr. 20 - Più burocrazia (e relative spese) nelle opere interne
Lesson #04 : Articolo Arancione Nr. 76 - Capolavoro: in un colpo, punita disabilità e conferimento differenziata
Lesson #05 : Articolo Arancione Nr. 55 - Burocrazia : farci fare e rifare (e pagare), per il Comune è uguale
Lesson #06 : Articolo Arancione Nr. 84 - Passi carrai solo oltre misura (come gonfiare la tassa di occupazione suolo)
Lesson #07 : Articolo Arancione Nr. 82 - Vietato realizzare parcheggi su proprie aree
Lesson #08 : Articolo Arancione Nr. 91 - Come rendere impraticabili le ristrutturazioni con paletti a casaccio
Lesson #09 :    Speciale Urbanistica     - Piazza Castello diventa un fritto misto
Lesson #10 : Art. Arancione Nr. 82 c.4 - Come avrà applicazione normativa un testo senza senso compiuto?


In sintesi:

Il nuovo Regolamento Edilizio è una occasione persa per dare risposte alla problematica edilizia.
Non hanno capito, o non hanno voluto capire, che la questione si concretizza su due fronti assai diversi.
Abbiamo da regolare un’edilizia nuova sia nella forma che nella tecnica, ma solo dove ci è consentito da disponibilità economiche e di aree. Invece, il patrimonio edilizio esistente è già una nostra ricchezza, da mantenere e mettere al miglior frutto. In più, il volume costruito di fatto è assolutamente preponderante rispetto alle possibili nuove edificazioni.
Il Regolamento avrebbe dovuto essere l’occasione per mettere finalmente a punto due diverse strategie di regolamentazione specifiche e suddivise a PRIORI tra il facilitare recupero e valorizzazione del volume costruito e invece ricerca del massimo livello di sensibilità ambientale nel volume da edificare.

Regole quindi differenziate a priori tra NUOVO e ESISTENTE, con obblighi e disposizioni diverse, in modo da richiedere la massima ottimizzazione e riuscita nei nuovi cantieri, e la massima flessibilità nelle operazioni di rinnovamento anche PARZIALE dell’attuale patrimonio immobiliare.
Una flessibilità che tenesse conto dei vincoli che il progettista incontra nel costruito, e che gli permettesse di muoversi autonomamente su un principio di miglioramento, e non di doversi scontrare con una realtà tutta nuova e teorica che mal si adatta ai vani su cui si trova ad operare.

Questa difficoltà, nel nuovo strumento comunale, non è stata ignorata del tutto, ma viene gestita con uno strumento contorto e maligno, quello della “deroga” sporadica, che si evidenzia come un errore concettuale, perché, in primo luogo la deroga è episodica, e quindi nasce già come strumento poco mirato, e in secondo luogo, stante la complessità delle norme, che in edilizia spesso si richiamano l’un l’altra, offre al solito il fianco a un ginepraio interpretativo e discrezionale. Il tutto in un momento di crisi economica in cui si dovrebbe incentivare l’attività e non spargere incertezze.

Non si dice che nel volume costruito tutto debba essere lecito, ma si sarebbe voluta una maggiore attenzione al tema del recupero, anche su interventi modesti ma migliorativi. E’ evidente che sul costruito alcuni requisiti sono ottenibili solo tramite superfici adeguate o a costi spropositati; in concreto, il richiederli sempre e comunque si traduce in una nuova serie di pastoie con impossibilità ad operare su ciò che fino ad ora era accettabile ed adesso per via di astratte definizioni impositive non lo è più.
In questo modo si penalizzano le attività, e si toglie la possibilità di migliorare anche parzialmente, obbligando all’immobilismo sullo stato di fatto. Spesso non si potrà migliorare, perché le modifiche farebbero scattare nuove regole applicabili in concreto solo alle nuove costruzioni. Il risultato così è quello di bloccare, oppure indurre in acrobazie progettuali, o peggio rischiare interpretazioni azzardate. Inutile a questo punto aggiungere che in questo modo si rischia anche di incentivare la pratica del piccolo cantiere non autorizzato, con gravi risvolti in termini di sicurezza del lavoro e di evasione fiscale.




documento archiviato     a firma di MilanoOffLimits : Gli otto punti che più penalizzano il riuso.
Nelle nuove norme, nuovi ostacoli al miglio godimento del bene in fase di manutenzione, ristrutturazione e/o recupero edilizio.
(Osservazioni agli articoli : 11, 41, 44, 46, 76, 97, 98 101.)





LE OSSERVAZIONI AL NUOVO REGOLAMENTO RACCOLTE PER ENTI E ASSOCIAZIONI
documento archiviato     ANIT Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e Acustico.
documento archiviato     ASSIMPREDIL-ANCE.
documento archiviato     ASSOEDILIZIA.
documento archiviato     ASSOLOMBARDA.
documento archiviato     Collegio Geometri.
documento archiviato     Commissione Interprofessionale.
documento archiviato     CONFCOMMERCIO.
documento archiviato     Italia Nostra.
documento archiviato     LEDHA Milano.
documento archiviato     LegaCoop Lombardia - Federabitazioni Lombardia.
documento archiviato     LEGAMBIENTE Lombardia.
documento archiviato     Sindacati.



Il Nuovo Regolamento Edilizio nella cronologìa delle versioni comunali
documento archiviato     Bozza comunale (versione luglio 2013).
documento archiviato     Bozza comunale (versione gennaio 2014).
La versione attuale, attualmente in discussione in Commissione Urbanistica.


Il Comune
Milano, Palazzo Marino
(2012 ©MilanoOffLimits)





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Archivio Approfondimenti


ritorna in homepage Strade e parcheggi : incombenze comunali

In sintesi:

Gli oneri di "urbanizzazione primaria" sono importi versati nelle casse comunali da parte del costruttore, calcolati sul valore di quanto ha edificato o modificato.
Senza il versamento di questi oneri non è possibile ottenere licenza edilizia.
L'importo rappresenta una delle componenti della somma dei costi che determinano il prezzo di vendita di un immobile, costo che che va quindi a ricadere sull'acquirente.
Ne consegue che chiunque compri un edificio, o una sua porzione, stia facendo fronte a una spesa all'origine già assolta nei confronti del Comune, che l'ha riscossa al fine di fornire al territorio in cui l'edificio è stato costruito le principali attrezzature pubbliche, indispensabili per assicurare le necessarie condizioni di vita sotto il profilo dell'igiene, della viabilità e sicurezza.

L'obbligo e l'elenco di quali siano queste opere comunali indispensabili per il cittadino è contenuto nella LEGGE 29/9/1964, N.847, che all'articolo Art.4 così recita:

1. Le opere di cui all'art.1, lettera b), sono quelle di urbanizzazione primaria e cioè:
a) strade residenziali;
b) spazi di sosta o di parcheggio;
.... omissis...


E' fatto quindi obbligo ai Comuni di rispettare la destinazione di questi fondi, realizzando espressamente queste opere.
Alla lettera, qualsiasi edificio realizzato o modificato in epoca posteriore all'anno 1964, deve poter godere di queste attrezzature.
Se così non fosse, il Comune, che dal 1964 è per legge vincolato testualmente alla realizzazione obbligatoria di queste opere, dovrebbe, all'interno del suo bilancio, reperire le risorse occorrenti a rimediare immediatamente a queste mancanze.


Zona Farini allagata [2013]
Zona Farini allagata (2013~14 ©MilanoOffLimits)


ritorna in homepage Metrò Milanese: il servizio notturno

In sintesi: Pisapia, promesse elettorali e peggioramento reale.
Il taglio del servizio notturno del fine settimana.

documento archiviato     Piccola storia della Soppressione dell'orario notturno del sabato MM
La beffa delle false mirabolanti promesse elettorali di Pisapia sugli orari notturni della Metropolitana, e la loro effettiva riduzione.


documento archiviato     E anche su Facebook, Pisapia diffondeva le sue false promesse
Pisapia : "Nel mio programma è prevista stabilmente l'estensione del servizio della metropolitana nelle ore notturne..."


documento archiviato     Metropolitana notturna secondo un articolo dell'Assessore Maran
Nell'articolo, al piede, Maran si vanta di aver proposto il servizio notturno MM del sabato, che poi definisce "interrotto" nel 2010, dando a intendere che fu eliminato dalla Giunta Moratti. Ma le cose non stanno affatto così. Fu interrotto solo nel periodo estivo per lavori, e quindi ripreso, fino al sopraggiungere di Pisapia che lo soppresse definitivamente.


documento archiviato     L'orario MM esteso come riportato in un documento del 4 gennaio 2011
Infomilano (pag. archiviata) riporta l'estensione notturna, ancora presente (pag.3), poco prima l'insediamento della Giunta Pisapia, che nel mese di maggio 2011 subentrerà alla Giunta Moratti.



le locandine comunali del 2009
tratti dal sito del Comune di Milano, la riduzione dei manifesti del 2009




In sintesi:
Inquinamento e traffico.

documento archiviato    Impatto di Area C sull'inquinamento atmosferico
Convegno a Milano, Casa della Cultura, del 1/03/2013: "Milano Area C, C sto / non C sto?: sostenitori e detrattori a confronto."
Relazione Dott. Enrico Engelmann, biologo redattore di www.sos-traffico-milano.it


documento archiviato    Analisi Origine-Destinazione flussi di traffico a Milano
Un buon documento del 2009 (Giunta Moratti), inserito perché ESPLICATIVO di quello che tecnicamente viene definito monitoraggio del traffico.
Si rileva l'importanza dell'individuare le "motivazioni" che conducono agli spostamenti, ricerca questa totalmente assente nel presunto studio di "monitoraggio" di Area C sostenuto nel PGTU attuale a cura della Giunta Pisapia.




In sintesi:
I blocchi domenicali denominati dal Comune domenicAspasso.

Lo stato desolante delle vie semicentrali della città. Pomeriggio domenicale durante il blocco della circolazione imposto dalla Giunta Pisapia.

Via Venini
Via Venini il 12 maggio 2013
(2013 ©MilanoOffLimits)



Viale Monza
Viale Monza, con la ronda della Polizia Municipale
(2013 ©MilanoOffLimits)




marciapiedi ai ponti sotto le ferrovie
Milano, abbandono dei marciapiedi ai ponti sotto le ferrovie
(2012 ©MilanoOffLimits)







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ritorna in homepage Rassegna Traffico nelle grandi città europee


In sintesi: falsità delle dichiarazioni della Giunta circa gli esempi europei
Le altre città europee, vantate come esempio dalla Giunta, non hanno le irragionevoli restrinzioni di Milano, ma regolamentazioni più ragionate e più puntuali.



          BARCELLONA

link esterno    NON ci risulta esistano ZTL a pedaggio a Barcellona
Nota: sono previsti divieti all'accesso a tutti i veicoli solo per alcune specifiche vie centrali, esclusivamente pedonali.

link esterno     Nessuna ZTL a pagamento a Barcellona e in Spagna, testimonianza turismo web 2013




          BERLINO

documento archiviato    NON ci risulta esistano ZTL a pedaggio a Berlino
La circolazione è ristretta per zone diversamente protette, ma è comunque consentita ovunque agli automezzi con Adesivo Verde, in vendita al costo una tantum di €.5, che viene rilasciato agli autoveicoli appartenenti almeno alla classe Euro 4.
NOTA: La umweltplakette (Adesivo Verde) viene rilasciata sulla base della quantità di polveri sottili emesse, pertanto la maggioranza delle auto a benzina, anche più vecchie, la ottengono. Anche parecchie a gasolio, pur euro3, lo espongono. Dovrebbe dipendere dalla presenza o meno del FAP, che in Germania si può però "retrofittare" e fare annotare sui documenti di circolazione.




          LONDRA

Fino all'estate 2013 gli Euro 5 e altri veicoli di pari caratteristiche (GDV) potevano circolare liberamente e gratuitamente in quelle che potrebbe essere considerate aree simili all'Area C milanese, seppur meglio servite dai mezzi pubblici e in un contesto di ampiezza e mobilità urbana ben più impegnativo del nostro.

Dal 1 luglio 2013 le regole diventano più rigide, sono esentati dal pagamento solo i veicoli che emettano meno di 75g/km di CO2, ma per rispetto all'investimento dei cittadini che hanno acquistato auto classificate a bassa emissione, che già circolano alla data del provvedimento, potranno continuare liberamente a farlo fino alla data del 24 giugno 2016.

[dalla pagina ufficiale : Cars currently registered for the GVD will not meet the tighter CO2 criteria for the new ULED. However, in recognition that drivers have invested in low emission cars, the current owners of cars registered for the GVD will continue to receive a full discount for that vehicle for a further three years until 24 June 2016.]





          PARIGI          

link esterno    Una ricostruzione complessiva della filosofia di fondo parigina
Articolo italiano di "Nuova Mobilità", nessuna traccia di obbiettivi basati sulla coercizione di ZTL a pedaggio.

link esterno    In sintesi le ipotesi dei prossimi provvedimenti
Novembre 2012. Proposte articolate su analisi affinate per aree e tipologìa di mezzi, per migliorare obbiettivi già raggiunti tramite l'aumento dei servizi pubblici e senza ricorso alle coercizioni di ZTL indifferenziate e a pedaggio.




Davanti a Palazzo Marino
Milano, davanti a Palazzo Marino
(2012 ©MilanoOffLimits)







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Rassegna Stampa

ritorna in homepage Parcheggi

documento archiviato      Area C e le autorimesse danneggiate del centro
Articolo de "il Giorno" del 18 settembre 2012: Sconti nei Garage, l'inutile trovata del Comune.




ritorna in homepage Assetto delle strade

In sintesi:
La Giunta Comunale presenta gli elenchi delle vie che sarano oggetto di rifacimento del manto stradale, come se una operazione di calendarizzazione estiva delle opere più impellenti dopo ormai due anni di inerzia, costituisca un piano di intervento innovativo.
Retrocedendo di un passo ricorderemo che al suo varo, il PUGSS, Piano Urbano Generale dei Servizi del Sottosuolo, veniva presentato come uno strumento basilare per la programmazione della manutenzione viaria.
In realtà il PUGSS ha dato prova di essere una semplice raccolta di documenti accumulati per pura affinità tematica.
Documenti di carattere statistico, programmatico, o semplicemente didattico, ma dai quali non è scaturito nessun principio rintracciabile per elaborare quantomeno una strategìa di catalogazione a blocchi delle vie cittadine, secondo un criterio di qualità e stato che fosse propedeutico alla stesura di un piano per obbiettivi.
In più, oggi viene vantata un'esperienza venduta per innovativa: il vaglio dei suggerimenti ad intervenire su aree critiche secondo segnalazioni raccolte tra i cittadini.
Processo elementare, che nella sua ingenuità contrasta con la visione ipertecnologica integrata del PGUSS e che porta ovviamente a risultati, ma che dimostra anche la incapacità del Comune a monitorare e mappare il grado di vetustà del manto stradale nel suo complesso.
Ogni intervento necessario è benvenuto, e la demagogìa di stile la scusiamo, perché comunque qualche risultato è ottenuto. Ma è quindi chiaro perché questo sistema, basato sull'emergenza denunciata, venga presentato quale interessante nuovo criterio di selezione: perché non può essere complementare a un piano di verifica che abbracci l'intero sviluppo del reticolo stradale, in quanto questo piano non esiste.
E' in pratica un pronto soccorso a chiamata, che manca però di una struttura sanitaria alle spalle.
P.S. E poi, c'è da chiedersi, oltre agli Uffici Tecnici delegati, il monitoraggio delle vie non sarebbe competenza periodica da far svolgere ai famosi Vigili di quartiere ?

documento archiviato      Buche, record di reclami, segnalati 20 pericoli al giorno
Articolo de "Il Giornale" del 20 maggio 2013: Il comune chiede aiuto ai cittadini per individuare pericoli nel manto stradale.




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Glossario


        O/D       Origine Destinazione (dei flussi di traffico)
        PUGSS   Piano Urbano Generale dei Servizi del Sottosuolo (con estensione Provinciale)
        PGTU     Piano Generale del Traffico Urbano (Comunale)
        ZTL        Zona a Traffico Limitato















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Per info, osservazioni e chiarimenti:
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