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Arch. G. Seregni e ASSCOMM Porta Venezia



SetteAlberi
un progetto popolare per Porta Venezia

lo stralcio della Mappa cittadina                                                      


Milano, settembre / ottobre 2014
Porta Venezia a Milano
in Piazza Oberdan "Sette Alberi", progetto spontaneo di riqualificazione
Descrizione degli spazi e delle funzioni presenti in questo progetto milanese di riqualificazione, sorto grazie all'impegno sociale spontaneo dei cittadini e dei commercianti dell’associazione antimafie ASSCOMM.
Il progetto si propone di recuperare uno spazio che attualmente non solo è sottoutilizzato, ma presenta anche uno stato di avanzato degrado ambientale.
L’intento è la riqualificazione dell’area sovrastante e adiacente l’ex Diurno interrato, mantenendo vive le realtà storiche apprezzabili, pensandone al contempo di nuove, che siano realmente di utilità ai cittadini della zona, e che allontanino, oltre il degrado attuale, il rischio che anche su questa parte del territorio pubblico dilaghi il proliferare di mercatini o bancarelle, senza radici storiche e culturali, che nessun nuovo servizio offrono al cittadino, quali mere ripetizione di situazioni già viste in molte altre parti della città di Milano.
Vengono pertanto mantenuti, restaurati e recuperati gli elementi architettonici fondamentali, come l’ingresso del diurno e le colonne-camino. Sono recuperati e ricollocati i due tradizionali chioschi fissi, ponendoli affiancati presso l’ingresso della Metropolitana, ed al centro dell’area vengono riproposti due chioschi leggeri mobili, per mantenere il segno vitale e culturale di quelle funzioni “commerciali” che qui sono state storicamente significative.
Si inseriscono invece nel progetto le due nuove funzioni che rispondono ai bisogni degli abitanti: l’area giochi di vicinato, ad uso dell'isolato di quartiere, suddivisa in due porzioni, per bimbi accompagnati ed adolescenti, e un’area per cani, funzione che in altre parti della città ha in gran parte risolto, nelle strade e sui marciapiedi, i problemi di igiene che conosciamo.
Viene anche rivisto il tratto di controviale, che diventa zona pedonale con la sola possibilità di carico e scarico merci per le attività commerciali inserite negli edifici che affacciano sulla piazza, oltre a permettere l'accesso al passo carraio esistente. Si perde qualche parcheggio, ma si consente ai cittadini di vivere quest’area in modo completo. A fronte degli edifici si propone uno spazio, delimitato da essenze a piccolo fusto su panca-fioriera e muretti dal tipico giallo dell'intonaco milanese, attrezzabile a ristoro, a supporto degli esercizi già presenti. E’ inoltre ricollocato, tra l’area giochi e il recuperato ingresso all'ex Diurno, lo spazio BikeMI per gli stalli delle biciclette noleggiate dal Comune.
Qualche nota, non ancora di dettaglio, ma già essenziale, pur nell'iniziale impostazione di massima che proponiamo:
- Nelle aree verdi il prato sarà mantenuto col minimo strato di zolla (sono sufficienti circa 12 cm. di spessore), che non costituirà quindi un aggravio di carico sulla struttura sottostante.

- Sarà quindi preventivamente ricostituita l'impermeabilizzazione dopo l'asportazione dei vecchi strati sovrapposti di bitume, procedendendo poi con il riordino delle quote di spiccato, raccordandole tra loro.

- L'area antistante i frontespizi dei fabbricati storici, pedonalizzata, potrà essere ripavimentata usufruendo del classico "pavé milanese", già in larga misura recentemente ricuperato da altri siti pubblici in cui è stato sostituito con asfalti.

- Le panche, in legno dipinto nel classico verde "tram", che già ritroviamo nei chioschi, saranno fornite di opportuni braccioli nella parte centrale, per evitare l'uso improprio del distendersi e soggiornarvi.

   Sommario Sezioni


 Il nostro progetto
       | Le idee di partenza
       | La definizione delle aree
       | Le viste specifiche
       | I manufatti in dettaglio
       | Riequilibrio parcheggi

 Rassegna Stampa
       | Il Giornale 17/10/2014
       | Milano Post 17/10/2014

 Annotazioni sul contesto
       | Le immagini attuali
       | Le vicende comunali





     Note Legali


I contenuti di questo sito, che raccoglie contributi progettuali, elaborati da cittadini milanesi in collaborazione volontaria e gratuita con l'architetto a riposo Giovanni Seregni, autore anche di queste pagine web, costituiscono una ferma rivendicazione del diritto popolare ad autodeterminarsi democraticamente, e sono nella disponibilità di chiunque voglia riprodurli, ma senza scopo di lucro e citando la fonte [questo link].
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(C)SetteAlberi 2014


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Una vecchia cartolina degli anni 50, col chiosco maggiore posizionato proprio al centro, oltre le alte colonne-camino. La struttura era quindi idonea a sostenere dei carichi, seppur leggeri. E tale dovrebbe tornare ad essere, se davvero dovessero trovare applicazione le dichiarazioni comunali sul recupero del "Diurno" sottostante.
Naturalmente si è pensato a carichi "leggeri", e come vedremo più avanti, sono proprio i chioschetti mobili su ruote bloccate, che sono stati da noi scelti e riproposti come diaframma centrale, un minimo filtro volumetrico tra le funzioni poi individuate sull'area.



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Il nostro progetto

Arch. Giovanni Seregni e ASSCOMM Porta Venezia







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Le idee di partenza

Spazi utilizzabili per Attività di Ristoro Carico-scarico per Attività Residenti Area BikeMI Area Giochi Chioschi Storici Mobili Leggeri Area per Passeggio Cani Chioschi Storici Fissi
La prima bozza
(2014 ASSCOMM)


Ampliare il più possibile lo spazio destinato al verde, estendendo il prato oltre i sette grandi alberi, con un attraversamento intermedio posto sul cannocchiale visivo delle due grandi colonne-camino (gli esalatori dell'ex Diurno). Le due aree verdi scandiscono quindi i manufatti volumetrici: l'ingresso al Diurno, a sinistra; i banchetti leggeri al centro; e i chioschi storici importanti, presso la zona più movimentata all'ingresso della Metropolitana.
A nord, adiacente ai frontespizi degli edifici, le due "strisce" pedonalizzate, separate da un filare di piccoli alberi. La prima area, per ospitare gli arredi esterni degli esercizi commerciali all'aperto, e l'altra per il transito dei veicoli, ristretto alle funzioni di accesso al fabbricato centrale e al carico e scarico delle merci.


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La prima eleborazione della vista d'insieme
(2014 ASSCOMM)


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La definizione delle aree

Clicca per ingrandire con la Legenda delle Funzioni
La veduta planimetrica con le destinazioni specifiche
[cliccare per ingrandire con la Legenda]
(2014 ASSCOMM)




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Le viste specifiche



Nell'immagine sopra, l'angolo giochi all'estremità ovest della piazza (verso Repubblica). Un canestro da "allenamento", un'ipotesi raramente proposta, capace quindi di sollevare curiosità ed aggregazione tra gli adolescenti. Alle spalle, una barriera di verde rampicante su pali, ai lati due vele trasparenti di naylon.


Nella foto a fianco gli spazi di carico e scarico (a tempo), la zona è pensata già diaframmata e parzialmente attrezzata per la ricettività commerciale all'aperto.

Nella foto sottostante un angolo dell'area riservata al passeggio con i cani, esigenza diffusamente sentita. L'area è localizzata verso il Corso, facilmente raggiungibile da ovunque, e funge anche da spazio verde di diaframma rispetto agli spazi dedicati al gioco, e posizionati quindi nell'aria più periferica.






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I manufatti in dettaglio

I protagonisti di questo spazio sono la gente e il verde. Per questo, oltre al ridisegno delle aree, l'intervento ha ridotto al minimo la riprogettazione degli elemento accessori. Sono state però previste panchine in legno espressamente disegnate, dipinte in "verde tram" e leggermente stondate per meglio armonizzare col contesto, e sei fioriere triple in muratura, intonacate col classico giallo Milano, che agiscono da filtro tra l'area movimentata dai veicoli e la zona destinata alle attrezzature di ristoro. Le panche isolate, a cinque posti cadauna, presentano due braccioli centrali cher ne spezzano la continuità per scoraggiare l'ormai consueto uso improprio dell'occuparle distesi.






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Riequilibrio parcheggi

I quattordici posti auto attualmente esistenti, aboliti nella zona pedonalizzata in fronte agli edifici, vengono ricostituti in due locazioni: sulla via Vittorio Veneto, e all'interno del parcheggio esistente sotto i bastioni, riconvertito a pettine.
In questo modo il numero dei parcheggi a disposizione rimane quantomeno invariato. Si noti che il progetto comunale, oltre all'eliminazione dei posti qui ricollocati, mira anche all'eliminazione di posti auto sul Viale Vittorio Veneto, proponendosi quindi di abolirne nel complesso più di 30.




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Rassegna stampa

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Annotazioni sul contesto

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Le immagini attuali



















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Le vicende comunali


Non è noto da quanto tempo il Comune di Milano abbia inteso dare un diverso assetto funzionale al lato di Piazza Oberdan di cui ci stiamo occupando, ed è quindi assodato che il relativo progetto sia stato eseguito con totale mancanza di dialogo, non solo con cittadini ed il Consiglio Comunale, ma addirittura con gli stessi residenti.
Si è saputo dell'imminente intervento radicale solo per via di una lettera di "sfratto" immediato, dell'Assessorato al Commercio, recapitata a sorpresa ai commercianti con chioschi e banchetti, "interferenti" (letterale), con le opere previste.
Riportiamo qui al piede l'interrogazione urgente subito inoltrata dalla Capogruppo Destra Civica di Zona 3, Rita Cosenza, che accludendo la lettera inviata dall'Assessorato, chiedeva conto al Comune di tal modo di agire, completamente indifferente a qualsiasi verifica preventiva delle sue scelte con i cittadini interessati.


Scheda (A) - Interrogazione Rita Cosenza






La lettera di "sfratto" immediato, dell'Assessorato al Commercio, recapitata a sorpresa ai commercianti con chioschi e banchetti, "interferenti" (letterale), con le opere previste, che fu quindi allegata all'interrogazione di Rita Cosenza.

Scheda (B) - Allegato Interrogazione Rita Cosenza






La risposta dell'Assesore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza, all'interrogazione di Rita Cosenza.

Scheda (C) - Risposta dall'Assessorato






Poi cosa succede? Invece di "convocare una assemblea cittadina", che peraltro costituirebbe semplicemente informazione, e non "partecipazione e condivisione", come sempre recitato da questa Giunta, la signora Rozza si affida ad un albergo della zona, per una presentazione del tutto privata del progetto comunale, e alla presenza di quaranta persone di una associazione di Sua fiducia.
Una procedura che ha dell'incredibile, e che non va in porto così come presentata, perché ovviamente non sono pochi i cittadini che ritengono loro diritto assistere quantomeno alla presentazione. E così, l'albergo, in evidente imbarazzo, ritira la disponibilità della sala.
A questo punto si passa direttamente ad una inqualificabile farsa: di nascosto, la signora Rozza e i quaranta prescelti si riuniscono rocambolescamente in un altro albergo, dopo aver diffuso la falsa notizia che la riunione era stata annullata.

Scheda (D) - La presentazione "riservata" del progetto comunale






A seguito dei fatti sopra riportati, anche il Consigliere Comunale Fabrizio De Pasquale, di Forza Italia, presenta una interrogazione a Palazzo Marino. [to be continued...]

Scheda (E) - Interrogazione Fabrizio De Pasquale






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