Copyright ©2013~14 MilanoOffLimits imitidicthulhu®

Le Regole Edilizie di Pisapia

diario del Nuovo Stupidiario Ragionato

(nelle regole regressive del nuovo regolamento edilizio)


    
Lesson #2 : Articolo Arancione Nr. 11

Sicurezza: false soluzioni burocratiche, impossibili perché affrettate (e costose)

________________________________________________________________________________________________

    22:3:2014

Articolo Arancione Nr. 11

La seconda perla di una collezione che in questi giorni sarà in continuo aggiornamento, la cronistoria delle gesta del Comune di Milano in Consiglio, dove la maggioranza arancione, depositaria unica dell'interpretazione autentica (a suo piacere) delle leggi, ci ordina come dovremmo vivere.

Su Le Regole Edilizie di Pisapia - diario del Nuovo Stupidiario Ragionato potete anche visitare :
Lesson #01 : Articolo Arancione Nr. 41 - Costi di costruzione su tutto (anche se non dovuti secondo la Legge dello Stato)
Lesson #02 : Articolo Arancione Nr. 11 - Sicurezza: false soluzioni burocratiche, impossibili perché affrettate (e costose)
Lesson #03 : Articolo Arancione Nr. 20 - Più burocrazia (e relative spese) nelle opere interne
Lesson #04 : Articolo Arancione Nr. 76 - Capolavoro: in un colpo, punita disabilità e conferimento differenziata
Lesson #05 : Articolo Arancione Nr. 55 - Burocrazia : farci fare e rifare (e pagare), per il Comune è uguale
Lesson #06 : Articolo Arancione Nr. 84 - Passi carrai solo oltre misura (come gonfiare la tassa di occupazione suolo)
Lesson #07 : Articolo Arancione Nr. 82 - Vietato realizzare parcheggi su proprie aree
Lesson #08 : Articolo Arancione Nr. 91 - Come rendere impraticabili le ristrutturazioni con paletti a casaccio
Lesson #09 :    Speciale Urbanistica     - Piazza Castello diventa un fritto misto
Lesson #10 : Art. Arancione Nr. 82 c.4 - Come avrà applicazione normativa un testo senza senso compiuto?

            La questione degli stabili molto vecchi e di cui non conosciamo con certezza il grado di pericolosità delle strutture, è assolutamente vera, e nessuno si inventa di negarla. Però c'è modo e modo di pensare la strada per una soluzione efficace ma fattibile per rimediare e farci vivere tranquilli e non sotto il rischio di cedimenti o crolli.

Il Comune, nel nuovo Regolamento Edilizio, vuol dunque imporre l'obbligo di verifica statica di tutti gli edifici che abbiano più di 50 anni, e fino a qui niente da controbattere, anzi, è un'ottima idea. Ma c'è un però, abbiamo stimato in circa 110.000 (centodiecimila) il numero degli edifici con questo grado di vetustà, e anche il Collegio Ingegneri, attraverso calcoli sulle mappe e rilevazioni diverse dalle nostre, è arrivato a quantificare attorno a 100.000 gli stabili interessati. Approssimativamente lo stesso numero a cui siamo arrivati noi interpolando dati statistici. Questo significa che siamo ad un discreto livello di approssimazione di stima, ma significa anche che questo numero va triplicato, perché a Milano esistono anche servizi, uffici, opifici, e quant'altro.

Bene, secondo il Comune, nell'arco di 5 anni (cinque), tutti questi edifici dovrebbero essere ispezionati e valutati da tecnici che traggano conclusioni e certifichino il livello di rischio dovuto a problemi strutturali. In pratica i tecnici dovrebbero esaminare al minimo 60.000 (sessantamila) edifici all'anno, per fare in tempo a metterci in regola rispetto a questa nuova norma.

Chiunque capirebbe che un'operazione di questo tipo è materialmente impossibile a farsi, in questo periodo, e la conseguenza più facile di questa norma sarebbe il ritrovarci nuove inutili spese condominiali di consulenze burocraticamente condotte per forza di cose affrettatamente, su un problema, quello della sicurezza, tra i più delicati.

Cosa abbiamo suggerito, tramite Fabrizio De Pasquale (Forza Italia, e il resto del partito? dorme) Abbiamo suggerito un approccio più ragionato, ossia creare l'obbligo, sempre nei cinque anni, di chiedere ai tecnici incaricati una prima valutazione, un documento che stabilisca, di primo impatto, in quanti anni (massimo dieci) debbano essere fatte le indagini specifiche. Significa che il tecnico potrebbe scrivere "Signori miei, procedete IMMEDIATAMENTE perché si vede subito che la vostra casa è a rischio", oppure suggerire di completare l'analisi entro i successivi 10 anni, o 5, o come lui valuti, a secondo dello stato e della tipologìa del fabbricato. E non vi faccio perdere tempo nella lettura con specifiche tecniche tra travi in legno o in cemento armato perché vi annoiereste, ma sono considerazioni evidenti per chi ha un minimo di esperienza nel settore.

Benissimo, la Commissione Urbanistica ci ha cassata a priori la proposta e non vuole neanche portarla in discussione in Consiglio Comunale, perchè non vede la "portata modificativa delle variazioni richieste". Pur di non discuterci sopra, sostiene che 5 anni di tempo per tutti i 300.000 stabili siano la stessa cosa rispetto allo splamare con accortezza il problema su 15 anni complessivi, di tempo (e di spesa) per i cittadini.

Non ho parole, e voi?

Milano, 22 marzo 2014
Arch. Giovanni Seregni




Copyright 2013~2014 ©MilanoOffLimits @ imitidicthulhu®