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Le Regole Edilizie di Pisapia

diario del Nuovo Stupidiario Ragionato

(nelle regole regressive del nuovo regolamento edilizio)


    
Lesson #3 : Articolo Arancione Nr. 20

Più burocrazia (e relative spese) nelle opere interne

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    23:3:2014

Articolo Arancione Nr. 20

Vediamo la terza perla di una collezione che in questi giorni sarà in continuo aggiornamento, la cronistoria delle gesta del Comune di Milano in Consiglio, dove la maggioranza arancione, depositaria unica dell'interpretazione autentica (a suo piacere) delle leggi, ci ordina come dovremmo vivere.

Su Le Regole Edilizie di Pisapia - diario del Nuovo Stupidiario Ragionato potete anche visitare :
Lesson #01 : Articolo Arancione Nr. 41 - Costi di costruzione su tutto (anche se non dovuti secondo la Legge dello Stato)
Lesson #02 : Articolo Arancione Nr. 11 - Sicurezza: false soluzioni burocratiche, impossibili perché affrettate (e costose)
Lesson #03 : Articolo Arancione Nr. 20 - Più burocrazia (e relative spese) nelle opere interne
Lesson #04 : Articolo Arancione Nr. 76 - Capolavoro: in un colpo, punita disabilità e conferimento differenziata
Lesson #05 : Articolo Arancione Nr. 55 - Burocrazia : farci fare e rifare (e pagare), per il Comune è uguale
Lesson #06 : Articolo Arancione Nr. 84 - Passi carrai solo oltre misura (come gonfiare la tassa di occupazione suolo)
Lesson #07 : Articolo Arancione Nr. 82 - Vietato realizzare parcheggi su proprie aree
Lesson #08 : Articolo Arancione Nr. 91 - Come rendere impraticabili le ristrutturazioni con paletti a casaccio
Lesson #09 :    Speciale Urbanistica     - Piazza Castello diventa un fritto misto
Lesson #10 : Art. Arancione Nr. 82 c.4 - Come avrà applicazione normativa un testo senza senso compiuto?

            Illustriamo qui la definizione finale di una prescrizione procedurale di non poco conto, escogitata dal Comune per complicare la presentazione del progetto anche a chi dovesse realizzare semplici opere interne, che normalmente, tramite un tecnico che ne attesti la regolarità, basta segnalare presso i Consigli di Zona, semplicemente depositando la pratica agli sportelli. Da ora, abbastanza in contrasto con lo spirito liberista della legge che semplifica l'iter attraverso l'asseverazione unilaterale del professionista, la presentazione di queste pratiche viene obbligatoriamente richiesta presso gli uffici dell'Edilizia del Comune, nel caso le modifiche riguardassero più di una unità immobiliare.
Dato che è abbastanza frequente il caso di un ampliamento che trae origine dalla fusione di due unità separate, o quello in cui un locale venga ceduto a beneficio dell'unità adiacente, state pur certi che con questo tipo di operazioni, il vostro Progettista, non toccandogli più di depositare solo il progetto, ma dovendolo discutere sotto la lente dell'ufficio "piccole opere", con tutte le ragioni vi presenterà una parcella molto più salata di prima.

Capiamo perché il Comune abbia reso obbligatoria questa procedura: gli serve per intercettare al volo certi progettini addomesticati che presentando piccole opere interne su più alloggi, tendono a stravolgere l'intero fabbricato, "scavalcando" però la tassa costituita dagli oneri che in questo caso sarebbero dovuti. Tenendone conto Forza Italia ha proposto una semplicissima modifica, perché il problema è chiaro, e si può affrontare in modo più mirato e soprattutto meno inutilmente costoso per il cittadino: è sufficiente applicare questo passo procedurale solo nel caso in cui gli alloggi siano più di due, oppure non siano adiacenti.
E' un modo semplice per non rendere le cose più complicate di quanto la Legge richieda, senza per questo lasciare campo libero ai furbi.

Milano, 23 marzo 2014
Arch. Giovanni Seregni



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