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Le Regole Edilizie di Pisapia

diario del Nuovo Stupidiario Ragionato

(nelle regole regressive del nuovo regolamento edilizio)


    
Lesson #1 : Articolo Arancione Nr. 41

Costi di costruzione su tutto (anche se non dovuti secondo la Legge dello Stato)

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    22:3:2014

Articolo Arancione Nr. 41

La prima perla di una collezione che in questi giorni sarà in continuo aggiornamento, la cronistoria delle gesta del Comune di Milano in Consiglio, dove la maggioranza arancione, depositaria unica dell'interpretazione autentica (a suo piacere) delle leggi, ci ordina come dovremmo vivere.

Su Le Regole Edilizie di Pisapia - diario del Nuovo Stupidiario Ragionato potete anche visitare :
Lesson #01 : Articolo Arancione Nr. 41 - Costi di costruzione su tutto (anche se non dovuti secondo la Legge dello Stato)
Lesson #02 : Articolo Arancione Nr. 11 - Sicurezza: false soluzioni burocratiche, impossibili perché affrettate (e costose)
Lesson #03 : Articolo Arancione Nr. 20 - Più burocrazia (e relative spese) nelle opere interne
Lesson #04 : Articolo Arancione Nr. 76 - Capolavoro: in un colpo, punita disabilità e conferimento differenziata
Lesson #05 : Articolo Arancione Nr. 55 - Burocrazia : farci fare e rifare (e pagare), per il Comune è uguale
Lesson #06 : Articolo Arancione Nr. 84 - Passi carrai solo oltre misura (come gonfiare la tassa di occupazione suolo)
Lesson #07 : Articolo Arancione Nr. 82 - Vietato realizzare parcheggi su proprie aree
Lesson #08 : Articolo Arancione Nr. 91 - Come rendere impraticabili le ristrutturazioni con paletti a casaccio
Lesson #09 :    Speciale Urbanistica     - Piazza Castello diventa un fritto misto
Lesson #10 : Art. Arancione Nr. 82 c.4 - Come avrà applicazione normativa un testo senza senso compiuto?

             E' davvero imbarazzante spiegare perché gli abusi commessi dalla Commissione Urbanistica in sede di discussione del nuovo Regolamento Edilizio avranno gravi conseguenze sul portafoglio dei cittadini, perché più le questioni son serie (e costose) e più diventa difficile illustrare in modo semplice e sintetico il diritto del cittadino a non farsi sfruttare impropriamente.

Parliamo degli Emendamenti suggeriti da Forza Italia sul testo originale arancione per rimediarne le storture, e rigettati dal Comune ancora prima d'essere portati in discussione, col pretesto dell'essere illegittimi, giudicati non si sa bene da chi, perché il documento di rigetto portato in Commissione Urbanistica non è neppure sottoscritto da un responsabile del procedimento, né tantomeno firmato in forma congiunta. Peccato comunque veniale rispetto alla gravità delle asserzioni pretestuose e false che vengono addotte per le bocciature.

Un emendamento, rilevante tra i respinti, aveva per oggetto la miglior definizione della misura di corresponsione di "tasse", chiamiamole così per semplicità, definite "Costi di costruzione". Sono i versamenti che chi costruisce deve al Comune, molto salati, quantificati in riferimento a ciò che si voglia realizzare. E' indispensabile, per comprendere la portata del sopruso che stiamo subendo, precisare meglio la composizione di questi oneri, che si suddividono in tre tipi differenti di "tassazione".

1) versamento proporzionale alla spesa che il costruttore affronta, denominato "Contributo percentuale (10%) al costo di costruzione"
2) versamento calcolato sulla base del volume costruito, detto "Oneri di Urbanizzazione Primaria"
3) versamento calcolato sulla base del volume costruito, detto "oneri di Urbanizzazione Secondaria"

E' sufficiente identificarli così, per comprendere il discutibile articolo che il Comune ha stilato, e che si rifiuta di emendare tappandoci a priori la bocca. L'articolo comunale è il nuovo
41 - CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE (al comma) 5.
Gli interventi di recupero abitativo dei sottotetti, di ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione, di traslazione di s.l.p. fuori sagoma nell’ambito di ristrutturazione edilizia, di ristrutturazione urbanistica, ove ammessi, sono soggetti al pagamento del contributo di costruzione secondo gli importi approvati dal Consiglio Comunale
Molto spesso però i Comuni abusano di questa norma, pretendendo ciò che il Comune di Milano postula, ossia la somma di 1) + 2) +3), anche laddove la Legge dello Stato precisa che le quote 2) e 3) siano dovute solo in presenza di aumento, conseguente ai lavori, del "carico urbanistico". Traducendo molto a soldoni, se lo stabile ristrutturato richiama dunque più persone di quante ne richiamasse prima della ristrutturazione. Laddove non capiti, il Comune ha titolo per pretendere solo l'importo relativo alla percentuale del costo di costruzione, che abbiamo indicato in 1). Da qui, la necessità di emendare per miglior chiarezza e tutela del cittadino, aggiungendo il seguente testo in coda all'articolo originale: "limitatamente alla quota commisurata al costo di costruzione qualora non comportanti aumento del carico urbanistico."
L'emendamento è stato respinto a priori con la seguente motivazione:
"illegittimo in quanto in contrasto con l'art.64 co.7 della LR 12/2005"

Ma c'è un grave pregiudizio all'eccezione che ci muovono, perché detto articolo si riferisce unicamente al recupero dei sottotetti, dove il maggior carico urbanistico esiste certamente, difatti noi si specifica il "qualora" soprattutto per cautelare il cittadino dalla richiesta che il Comune fa spesso in "tutte le circostanze", che infatti l'articolo del Regolamento Edilizio si premura di enumerare troppo diffusamente (ai fini di percepire il massimo delle imposizioni). Ora, a miglior sostegno dell'argomentazione sottesa nell'emendamento, voglio portare anche un caso tipico in cui il TAR è intervenuto per correggere (dopo 10 anni dal ricorso!) l'operato di un Comune. Riporto qui lo stralcio della sentenza con la tardiva resa di giustizia.

"....4. L’intervento assentito dal Comune prevede la demolizione di un fabbricato di civile abitazione unifamiliare di quattro piani fuori terra e la successiva edificazione di un nuovo fabbricato sempre di civile abitazione unifamiliare di pari volumetria.... 5. L’edificio risultante dalla ristrutturazione conserva la stessa volumetria e la stessa destinazione d’uso dell’edificio precedente, non determinando, quindi, alcuna modifica dei parametri e del carico urbanistico. 6. Inconferente, ai fini del carico urbanistico, è la modifica di sagoma e prospetti. 7. Ne consegue che non sono dovuti gli oneri di urbanizzazione."

Questa è una sentenza del TAR piemontese, la N. 01346/2013 REG.PROV.COLL., ma tengo a precisare che la materia e il dispositivo attengono alla cornice legislativa nazionale, e fa quindi testo ovunque, Lombardia comprtesa, a riprova di ciò che Legge regola e comanda, che non è certo ciò che in qualità di Presidente della Commissione Urbanistica asserisce l'Avvocato De Cesaris, pur non firmandolo in prima persona. Cosa dobbiamo concludere, che ci facciamo governare da Avvocati che ignorano sia la Legge che la Giurisprudenza? Mi piacerebbe proprio che si provasse a smentirmi, problema è che appena possono preferiscono ignorare le critiche, perché per smentirle, stando nel torto, avrebbero enormi difficoltà.

Milano, 22 marzo 2014
Arch. Giovanni Seregni



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