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Le Regole Edilizie di Pisapia

diario del Nuovo Stupidiario Ragionato

(nelle regole regressive del nuovo regolamento edilizio)


    
Lesson #5 : Articolo Arancione Nr. 55

Burocrazia : farci fare e rifare (e pagare), per il Comune è uguale

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    25:3:2014

Articolo Arancione Nr. 55

E siamo alla quinta perla di una collezione che in questi giorni sarà in continuo aggiornamento, la cronistoria delle gesta del Comune di Milano in Consiglio, dove la maggioranza arancione, depositaria unica dell'interpretazione autentica (a suo piacere) delle leggi, ci ordina come dovremmo vivere.

Su Le Regole Edilizie di Pisapia - diario del Nuovo Stupidiario Ragionato potete anche visitare :
Lesson #1 : Articolo Arancione Nr. 41 - Costi di costruzione su tutto (anche se non dovuti secondo la Legge dello Stato)
Lesson #2 : Articolo Arancione Nr. 11 - Sicurezza: false soluzioni burocratiche, impossibili perché affrettate (e costose)
Lesson #3 : Articolo Arancione Nr. 20 - Più burocrazia (e relative spese) nelle opere interne
Lesson #4 : Articolo Arancione Nr. 76 - Capolavoro: in un colpo, punita disabilità e conferimento differenziata
Lesson #5 : Articolo Arancione Nr. 55 - Burocrazia : farci fare e rifare (e pagare), per il Comune è uguale
Lesson #6 : Articolo Arancione Nr. 84 - Passi carrai solo oltre misura (come gonfiare la tassa di occupazione suolo)
Lesson #7 : Articolo Arancione Nr. 82 - Vietato realizzare parcheggi su proprie aree
Lesson #8 : Articolo Arancione Nr. 91 - Come rendere impraticabili le ristrutturazioni con paletti a casaccio
            La Commissione del Paesaggio è un organo istituzionale di soggetti nominati dal Sindaco che esprime un parere, teoricamente non vincolante, ma in pratica fondamentale, per l'ottenimento di concessioni edilizie, o licenze, o permessi di costruire, o come diavolo li si voglia chiamare da capo ad ogni nuova uscita normativa.

Gli elementi che influiscono sulla decisione della Commissione sono parecchie, traggono spunto dalle Leggi di tutela del territorio, ma facilmente si muovono in un ambito che è molto discrezionale. Non è affatto raro che un progetto venga bocciato semplicemente perché non piace alla Commissione. I "caratteri stilistici", o la "morfologìa" di un fabbricato non sono certo facilmente valutabili a colpi di norme, a parere dello scrivente. Fatto è che però rendono il percorso del progettista e del suo committente alquanto incerto su piano del diritto.

Non si può pretendere che un Regolamento Edilizio si inventi norme che risolvano un discorso culturale, sarebbe fantascientifico, ma anticipavo questo concetto per sottolineare quanto sia difficile far piacere un progetto. Possiamo anche negare che dipenda o meno da circostanze fortuite, da simpatie e antipatie, da veti incrociati, da presupposti ideologici, ma è storicamente provato che questo passaggio rappresenta un un ostacolo di non poco conto.

Il nuovo Regolamento Comunale prevede che chi voglia costruire possa chiedere questo parere anche in via preliminare. E' utile, perché permette di guadagnare tempo, anticipando l'esame della Commissione Paesaggistica mentre si completa la collezione di documenti da produrre con la domanda di permesso.

Supponiamo però che abbiate avuto un parere favorevole, in via preventiva, e vediamo cosa recita in proposito l'articolo 55 del regolamento Comunale:
L’Amministrazione Comunale, in sede di successivo esame del titolo abilitativo, (...) potrà valutare sufficiente il parere preliminare della Commissione per il Paesaggio, qualora il progetto definitivo non si differenzi da quello preliminare per gli aspetti paesaggistici e morfologici, già esaminati dalla Commissione, e non sia nel frattempo mutato il contesto circostante.
Ossia, anche se non è cambiato nulla, sia nel progetto che nei luoghi attorno, il Comune potrà valutare sufficiente il parere preliminare della Commissione per il Paesaggio. Resta a discrezione del Comune imporvi di ripercorrere lo stesso iter burocratico, sulla stessa cosa già valutata. A discrezione, tanto siamo sudditi, e tutto ciò che concedono è loro "graziosa cortesia"; anche se non è cambiato nulla nel progetto, potrebbe essere cambiato il loro umore.

Milano, 25 marzo 2014
Arch. Giovanni Seregni



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